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CAPODANNO & CO "CI RESTERANNO PIÙ VIDEO CHE RICORDI"

Aggiornamento: 19 gen

Virale, e fortemente discusso sui social, il video che rappresenta una distesa di cellulari che riprende il countdown di Capodanno. Non un countdown qualsiasi, ad essere immortalata nel video é la folla in attesa del 2024 sugli Champs-Élisées di Parigi.


Malgrado il contatto fisico sia insito nei francesi che si baciano persino in ambienti professionali, quando si arriva in ufficio e prima e dopo la pausa pranzo, quest’anno il famoso “bacio di mezzanotte” ha lasciato spazio a mani alzate intente a riprendere il conto alla rovescia.


Ci racconta Bruno Labrasca, l’attore parigino che abbiamo interpellato per farci commentare l'evento , che “l’uso costante del cellulare, che riprende sempre più di frequente eventi per tradizione collettivi, é diffuso anche tra passeggeri della metropolitana di Parigi. Se un tempo l’intreccio di sguardi tra i passeggeri ispirò scrittori e scrittrici, oggi la poeticità dell’incontro umano è destinato a sparire per la mancanza di un interlocutore: gran parte degli sguardi, infatti, sono ormai rivolti esclusivamente ad un cellulare”.


Le cause di questo “fenomeno sociale” secondo lo psicologo Marco Gaetano Calloni, sono da ricercare certamente nella sfera psicologica, ma anche in quella sociale e dello sviluppo tecnologico. “È indubbio -sostiene- che ogni innovazione tecnologica abbia sempre avuto forte impatto sui processi sociali.

Il cellulare, in particolare, ha portato il vantaggio di incrementare la connessione tra persone a livello mondiale, ma questo ha dato anche alcuni svantaggi, tra tutti la paura di rimanere soli.

Attraverso le possibilità che il cellulare offre, come la App di messaggistica e i Social si ha così la possibilità di sfatare questa paura restando sempre interconnessi e in contatto".

Sempre secondo l’esperto: “gli aspetti psicologici invece risultano più sottili: l’uomo ha sempre cercato di fermare il tempo e di catturare un momento legato ad un’emozione, per poterla rivivere in un secondo momento, lo ha fatto per esempio attraverso i dipinti o le fotografie.

Il rischio però nella società attuale è che il desiderio estremo di riviere l’attimo porti paradossalmente a non viverlo più”.


L’indicazione dello psicologo è quindi di non rinunciare ad immortalare un ricordo, ma di farlo solo dopo averlo effettivamente vissuto.

D’altro canto ce lo suggerisce lo stesso etimo del verbo “Ricordare” che significa “riportare al cuore”. Dal latino “re- “: prefisso indicante un movimento a ritroso e “cordis”: “cuore”, che per i romani era la sede della memoria.


Dovremmo forse riflettere su come si può  “riportare al cuore” un momento che non si trova nella nostra memoria ma in quella di un cellulare.


Ascolta il Nostro Podcast


la notte di Capodanno sugli Champs Elysées di Parigi

 

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