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QUESTO MONDO NON MI RENDERÀ CATTIVO

Aggiornamento: 4 dic 2023

IL RITORNO DI ZEROCALACRE SU NETFLIX


Dopo il grande successo della prima serie "Strappare lungo i bordi", uscita nel 2021, il 9 giugno Zerocalcare è tornato sul palco di Netflix con sei nuovi episodi raggruppati sotto il titolo: "Questo mondo non mi renderà cattivo"


Proprio come tutti i prodotti firmati dal fumettista che all’anagrafe risponde al nome di Michele Rech, "Questo mondo non mi renderà cattivo" è caratterizzato da un'ironia cinica e spiazzante.


I personaggi appaiono stereotipati ma come sempre nascondono un universo interiore profondo.

Le battute sono taglienti argute e sagaci, rendono la faccia "tutta accartocciata" a causa delle risate sguaiate, ma le riflessioni a cui spingono fanno star male anche per averne riso immediatamente prima.


Nonostante gli ambienti e i personaggi della serie siano gli stessi di quella precedente, le verità qui narrate sono decisamente diverse, ma c’è un filo rosso che lega entrambi i prodotti: lo spessore emotivo dell’altro, quasi sempre ignorato perché troppo concentrati su se stessi.


In "Strappare lungo i bordi" la profondità appena citata era palesata attraverso i silenzi, le paure, le relazioni e le scelte del protagonista, accompagnato costantemente dall’armadillo, la voce della sua coscienza, che mostra a Zero la realtà dei suoi sentimenti e lo aiuta a scegliere come comportarsi in determinate occasioni.

Tuttavia l'armadillo altro non è che un prolungamento di Zerocalcare con i medesimi paraocchi. Spesso rappresenta più la voce dell'orgoglio e delle paure del ragazzo che non una guida morale, portandolo a perdersi nelle sue turbe mentali e distogliendolo da ciò che gli sta succedendo intorno. E ogni volta che qualcuno costringe il protagonista ad aprire gli occhi su ciò che vive chi lo circonda, il ragazzo appare come colpito da un pugno allo stomaco.

La verità lo paralizza, gli toglie importanza, e lo ricolloca al suo giusto posto nel mondo.


"Strappare lungo i bordi" forse può essere letta come una vera e propria critica contro l'egocentrismo della società contemporanea, dove tutti vivono come in un "One man Show", convinti che le proprie opinioni e il proprio valore siano superiori a quelli degli altri, senza rendersi conto di essere parte di un prodotto, con un cast di otto miliardi di attori, tutti con un ruolo da protagonista.


Anche in "Questo mondo non mi renderà cattivo" viene trattata la complessità e la profondità delle persone. E anche qui, sempre attraverso gli occhi dell'egocentrico, sebbene più maturo, Zerocalcare, vengono mostrati spaccati di realtà spesso ignorati, e le sfumature delle reazioni umane difronte alle difficoltà.


La nuova serie parla delle vulnerabilità che spezzano gli animi costringendo i personaggi a scegliere se lottare per i propri valori, e perdere quel poco che hanno guadagnato, o rimanere in silenzio e voltarsi dall’altra parte, per non vedere svanire gli sforzi fatti per migliorare le loro vite.

In questi episodi viene mostrato come fragilità e paure rendono facilmente manipolabili le persone da chi ha fini meschini e ideali opinabili.

Lo spettatore è portato a grattare il fondo delle proprie convinzioni e abbandonare i fragili principi illusori difesi con forza da una vita, per scegliere il silenzio della riflessione, e forse della revisione interiore.


"Questo mondo non mi renderà cattivo" è sicuramente una serie più politica rispetto alla precedente ma non si pone come vessillo da seguire per essere nel giusto, bensì racconta come le persone sposino certe battaglie, per la necessità di colpevolizzare qualcuno per ciò che va male nella propria vita, senza pensare che forse la colpa va data a sé stessi, alla propria inerte accettazione di una società che è il risultato delle proprie scelte e dei propri silenzi.


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