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JEANNE DU BARRY - LA FAVORITA DEL RE

Aggiornamento: 4 dic 2023

La solitudine di una donna libera


Dopo l’essere stato scelto come film d’apertura del festival di Cannes 2023. Dopo il fragore mediatico dato ai sette minuti di applausi per il ritorno sulla scena di Johnny Deep. Tutti attendevano con impazienza di vedere arrivare nelle sale italiane il film dell’attrice e regista Maïwenn: Jeanne du Barry - La favorita del re.

Con l’aiuto di splendidi abiti che riprendono lo stile dell’epoca, di ambientazioni mozzafiato impreziosite da riprese panoramiche, di una fotografia di alto livello e un cast ben selezionato, la pellicola racconta la storia di una cortigiana, che con la propria naturalezza e la consapevolezza del suo fascino riuscì ad ammaliare Luigi XV.


Probabilmente il film non rientrerà tra le pellicole migliori prodotte. Il suo ritmo per molti potrebbe risultate lento.

Alcuni potrebbero criticare la scelta della regista di incollare frammenti della vita di Jeanne, attraverso una voce narrante per spiegare le azioni a cui lo spettatore assiste. Scelta non sempre apprezzata nel mondo del cinema, che dovrebbe “raccontare per immagini”.


Ma nonostante le possibili criticità che potrebbe presentare il film agli occhi di alcuni è comunque un prodotto godibile.

Soprattutto racconta la figura storica di una Donna.

Una donna autentica e libera e che è riuscita in soli 5 anni di regno senza corona a condizionare usi e costumi di una corte che la disprezzava apertamente ma che in cuor suo la invidiava tanto da arrivare ad imitarla

Ma ancora più interessante la pellicola mostra una realtà infinitamente triste e purtroppo ancora attuale: la poca complicità tra le donne.

Portandoci ad assistere al peggiore tra le manifestazioni di maschilismo: quello di una donna che ne addita un'altra.


Era il lontano 1770 quando Jeanne, disprezzata nei salotti e isolata dalle sue “sorelle”, veniva appellata “la creatura”.


E nonostante le molteplici rivoluzioni avvenute nel tempo, ancora oggi le donne vengono additate se bevono, se vivono liberamente la propria sessualità o per come vestono.


Mostrando che troppo spesso la Storia si fa ma non la si comprende!




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