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DA SOGNO A SCOMMESSA

La diffusione della ludopatia in Italia


Il calcio, una volta considerato il gioco dei sogni per i bambini di tutto il mondo, ha subito una metamorfosi spietata nel corso degli anni. Ciò che un tempo catturava l'immaginazione dei giovani aspiranti calciatori è diventato un terreno fertile per un sistema che mira più al guadagno finanziario che alla passione per lo sport stesso.


Sembrano  lontani i tempi in cui i ragazzini, appena finito di mangiare con la bocca ancora sporca di sugo, correvano nel campetto del quartiere ad improvvisare una partitella, con i giubbotti e gli zaini che delimitavano la larghezza della porta ed il solito rompiscatole che dalla finestra gridava “ve lo buco quel pallone se non la smettete di urlare”. Ore e ore a correre con una palla, a sudare, a farsi lo sgambetto e a sbucciarsi le ginocchia, fino all’ora di Bim Bum Bam.


Nessuno schema, solo passione gioia e unione. 

Se da una parte, più precisamente a Paranà in Argentina, un bambino di 7 anni vende i suoi giocattoli per riuscire a comprare il biglietto per vedere la sua squadra del cuore giocare una finale allo stadio Monumental di Buenos Aires, dall’altra parte in Italia, giovani calciatori si vendono le proprie partite per intascare soldi, tanti soldi, alimentando un'industria multimiliardaria che non è esente da gravi conseguenze sociali.  


Dagli ultimi dati dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli pubblicati lo scorso ottobre nel “Libro Blu”, è emerso che il giro d'affari delle scommesse sportive in Italia ha raggiunto cifre sorprendenti. La quantità di denaro investita nel gioco d’azzardo nel 2021 è cresciuta del 21% rispetto al 2020, raggiungendo la cifra di 111 miliardi di euro. Questo boom delle scommesse ha portato a un'epidemia crescente di ludopatia nel Paese, con migliaia di individui che lottano contro la dipendenza dal gioco d'azzardo, spesso incentrata sul calcio.

La connessione tra calcio e scommesse è diventata sempre più pervasiva, con un'abbondanza di pubblicità legata al gioco durante gli eventi sportivi e attraverso i media. I giovani, in particolare, sono esposti a questa normalizzazione del gioco d'azzardo, rischiando di sviluppare precocemente dipendenze dannose, facilitati anche dal continuo diffondersi di piattaforme online che permettono di fare la propria “puntata” con estrema facilità e rapidità.


Secondo uno studio realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità, sono 18 milioni gli italiani che giocano d’azzardo, di questi circa un milione e mezzo ne sono dipendenti, soffrono quindi di ludopatia, un disturbo psicologico caratterizzato da una compulsione che compromette significativamente la vita personale, lavorativa, familiare e sociale di un individuo. Chi ne soffre non riesce a controllare il proprio comportamento davanti ad un’occasione di gioco, con conseguenze dannose che vanno oltre alla semplice perdita di denaro.


In cima alla classifica rimangono le slot machine con 2.308 milioni di euro giocati nel 2021, seguite con forte distacco dalle lotterie (1.103 mln€) e dalle scommesse online 1.092 mln€. Quest’ultimo dato purtroppo negli ultimi anni è in forte crescita, soprattutto “grazie” agli adolescenti che hanno libero accesso alle piattaforme. Iniziano giocando 2€ per divertimento, poi 5€, 10€ ed entrano nel vortice dell’azzardo. Il 10,4% degli adolescenti italiani tra i 13 e i 17 anni è da considerarsi un giocatore problematico (Iss), un giocatore che non riesce a controllarsi.

Bambini che ieri non smettevano fino a sera di tirare un calcio al pallone, oggi stanno diventando ragazzi che non riescono a smettere di scommettere sul pallone


Piattaforme scommesse sportive

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