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Il valore del limite

Davvero il limite va sempre e comunque oltrepassato oppure è l’unico modo per conoscere e conoscerci veramente?


A cura di Gibì




Viviamo in un ginepraio di ideologie che ci confonde e disorienta.


Il principio sacrosanto di accoglienza di ogni diversità e persona sembra essersi confuso con la convinzione che dobbiamo tutti svuotarci delle nostre origini, tradizioni, unicità, idee, identità per poter comprendere ed essere solidali con l’altro.


Il mantra della fluidità ci porta a pensare che la non definizione di sé a livello sociale e personale, non debba essere una fase transitoria nel percorso di maturazione e consapevolezza del Sé, ma piuttosto uno stato permanente e auspicabile per mantenersi aperti e disponibili al divenire della nostra vita.


L’idea che non dobbiamo porre un confine tra noi e gli altri e che tutti possiamo essere tutto, ci fa modificare ruoli e funzioni con interpretazioni vaghe e improvvisazioni disfunzionali.


Così per esempio i nostri figli hanno genitori sempre più spesso amici e complici con atteggiamenti a volte più adolescenziali dei loro. Nelle famiglie allargate con più mamme e papà, può capitare che i fratellastri si innamorino tra loro, biologicamente non sono fratelli e i genitori sono pure contenti perché almeno si conoscono le famiglie!


I preadolescenti sono aperti all’idea della pansessualità senza di fatto sapere ancora chi sono e cosa sentono. Cittadini di un mondo parallelo, quello di internet in cui tutto è possibile e tutti possono essere tutto manca in loro l’esperienza complessa della corporeità e del confronto diretto e naufragano in un mare di informazioni e storie più o meno vere.


Abbiamo creato un mondo in cui il senso del limite è abborrito attraverso slogan, iniziative politiche e modelli di vita proposti diffusamente. Eppure in questo mondo in cui tutto sembra possibile e realizzabile noi adulti ci sentiamo sempre più inadeguati e i giovani sempre più soli, vuoti e precari.


Ma davvero il limite va sempre e comunque oltrepassato oppure è l’unico modo per conoscere e conoscerci veramente? Avere dei limiti ci permette di identificare e delimitare i nostri veri bisogni e di imparare così a fare delle scelte. Ci permette anche di riconoscere i contorni dell’altro e così anche la sua unicità. È il limite che ci rende responsabili e che ci permette di andare oltre l’individualismo e l’edonismo. Ed è l’esperienza incarnata del nostro limite che ci fa diventare persone rispettose, aperte ma anche in grado di riconoscere e rispettare le nostre caratteristiche individuali e di fare scelte consapevoli!




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