• Redazione

Umano o non umano

A cura di Gibì



Dipinto di Silvia Papotto

Osserviamo scenari surreali in cui chiunque, almeno negli Stati Uniti d’America, può prendere una pistola e uccidere, a “masse” di stranieri, (così ci vengono presentati sorvolando sul loro essere singole persone) in condizioni di cattività, a guerre continue, “di serie A e di serie B”, a persone picchiate per strada senza che qualcuno intervenga, a malati abbandonati per la paura di un contagio covid, e non ultimo a disastri ambientali dalle conseguenze inimmaginabili.


Osserviamo tutto questo, e poi parallelamente assistiamo al proliferare di corsi sulla meditazione, di mindfulness, yoga, tai-chi, feldenkreiss, reiki, e ancora psicoterapia e supporto psicologico per tutti (o quasi). Tutte buone pratiche certamente, e sempre e comunque utili, perché volte alla consapevolezza, alla compassione e alla gentilezza, verso sé stessi e verso gli altri.

Se da una parte troviamo le capacità umane finalizzate alla distruzione o sottomissione dei più fragili, ad un sentimento di onnipotenza che porta a voler sottomettere il pianeta terra finanche la natura umana (bioetica), dall’altra parte sembra che occorra frequentare un corso di questa o quell’altra disciplina, andare in psicoterapia, o dal guru di turno, per fare esperienza anche “solo” di ascolto, rispetto e libertà.

Dove si trova l’umano della porta accanto? Perché è diventato così raro e quasi commovente trovare una persona gentile al punto da diffidarne un attimo dopo? Forse alcuni romanzi di fantascienza che parlano di macchine che sostituiscono gli umani sono già realtà, e le macchine di cui si parla non sono computer o robot di metallo ma persone in carne ed ossa, anzi una massa uniforme di carne e di ossa in cui bastano pochi cervelli per decidere e imporre la loro direzione, in cui il cuore va silenziato perché d’intralcio per eventuali residui di coscienza, e in cui l’anima è per i pochi che ancora ci credono e vogliono prendersene cura.

Possiamo ancora parlare di umanità laddove il più umano tra noi si limita a non fare il male? E qual è il futuro che ci attende?


(Autrice del dipinto: Silvia Papotto)
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