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"I GIOVANI"- QUESTI SCONOSCIUTI

Aggiornamento: 4 dic 2023

La challenge YouTube e la tragedia

“Notizie come quella che stiamo commentando, ci parlano del vuoto educativo in cui – volenti e nolenti – stiamo facendo crescere i nostri figli” Alberto Pellai


E mentre si celebrano cerimonie discutibili: bambini muoiono, famiglie vanno in frantumi, e adulti si scagliano come iene affamate sulle nuove generazioni.


Sono stati allevati a pane e Youtuber, influencers, tiktokers e video giochi, ma appena presentano il conto, gli adulti se ne lavano le mani. Fanno un salto indietro, pardon in alto, salgono sul podio dei social e dei blog a loro riservati, e giù a sputare veleno e ad emettere sentenze come se non ci fosse un domani.


Sono “i giovani”: la nuova generazione, i dirigenti del futuro, quelli che vengono messi tutti nello stesso calderone; perché poco cambia che siano cresciuti in un modo o in quello opposto, rimangono “i giovani”.

Quelli che vengono scrutati da lontano come fossero una specie aliena che ha appena invaso il pianeta, quelli che parlano una lingua strana, si vestono in maniera discutibile, usano i dispositivi elettronici come fossero posate.

“I giovani”, quelli di cui gli adulti da decenni hanno dimenticato l’esistenza.

Quelli di cui gli adulti tornano a parlare, pardon tornano ad accusare, solo quando sono protagonisti di un fatto di cronaca.


Perchè sembra che gli adulti: genitori, educatori, tutti gli adulti, senza distinzione di ruoli, mentre tutto, pur tacendo, si muove, vivano su un’altra galassia. Una galassia in cui il segnale di ricezione è debole.

Eppure gridano “i giovani”, e gridano forte, a volte addirittura i loro schiamazzi svegliano, o forse è meglio dire, interrompono il sonno.

Perché di svegliarsi gli adulti dimostrano di non averne alcuna voglia.


Svegliarsi significherebbe ammettere la propria responsabilità, guardarsi allo specchio e dire alla propria immagine riflessa: dove sei? Cosa ci stai mettendo di tuo? Che esempio stai dando? Quale contributo stai offrendo? Cosa stai trasmettendo? Che adulto sei?


Ma la speranza non è persa, perché quando si ha il coraggio, il dono, di ascoltarli,“i giovani”, accidenti, quanta bellezza restituiscono!





Per approfondire il tema ti invitiamo all'ascolto del Nostro Podcast con l'intervento della Psicopedagogista, Barbara Tamborini.


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