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IL FILO ROSSO

Aggiornamento: 4 dic 2023

Notizie diverse tra loro, che non hanno la stessa gravità.


Però è come se ci fosse un filo rosso con cui, in qualche assurdo modo, l’una spiega l’altra.


A Caivano, nel napoletano, due cuginette di 13 anni sono state violentate da sei ragazzi minorenni ed un maggiorenne. La notizia è raccontata con una scioccante e apparentemente incontrovertibile accettazione: quella zona periferica e semiabbandonata è stata sfondo e palcoscenico di molteplici violenze negli ultimi anni. Quindi tutto “normale”.


Il Presidente della Federcalcio spagnola Luis Rubiales, durante la consegna delle medaglie per la vittoria dei mondiali femminili, ha baciato a favor di telecamera la giocatrice Jennifer Hermoso. Un bacio evidentemente non consensuale. Ma chi se ne frega, stiamo festeggiando, c’è la scusante.


A Palermo un’altra violenza sessuale di gruppo. Un branco di ragazzi, spero non si offendano gli animali se uso questo termine, ha convinto una diciannovenne a bere fino a non avere più capacità di opporsi, per poi violentarla con tanto di video resi virali. L’unico minorenne, all’epoca dei fatti, era stato trasferito dal carcere ad una comunità di recupero perché durante la confessione era parso pentito. Dopo tre giorni è stato mandato dal gip nuovamente all’istituto penitenziario dato che ha postato diversi video su tik tok in cui si vanta della violenza stessa e di quante ragazze lo corteggino. Don Giovanni 2.0


A Torino una palestra ha installato orinatoi a forma di bocca di donna nei bagni degli uomini. Bonjour finesse!


A Firenze sono stati assolti i due ragazzi, accusati di stupro di gruppo, per aver erroneamente interpretato il consenso della presunta vittima nella situazione in cui lei, ubriaca, non era nelle condizioni di comunicarlo. Poveri angeli vittime di un fraintendimento.


A Ferragosto in Sardegna, la cena a buffet di un hotel si è conclusa al tavolo dei dolci, al centro del quale si trovava una donna, interamente cosparsa di cioccolato, tra torte e pasticcini…


Episodi diversi? Sì. Gravità e contesti diversi? Ovviamente.

Ma c’è un unico filo rosso che li collega: la convinzione che, in fondo, con le donne puoi fare quello che ti pare.


Fa rabbia? Sì.

Ma forse questa rabbia possiamo usarla per costruire insieme la strada per il futuro: educare al rispetto perché al momento questa strada è piena di buche ed inciampi.




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